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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
ESAMI NOTTURNI ALLA SAPIENZA
In seguito alla riforma Gelmini sui tagli all’università, il consiglio dei professori ha deciso di organizzare per gli appelli di luglio esami notturni alla Sapienza. All’inizio erano solo voci di corridoio e a tutti era parsa insolita una cosa del genere, ma poi informandoci meglio io e le mie colleghe ci siamo rese conto che quella in atto era una vera e propria protesta contro questa riforma che mira a discriminare non solo i ricercatori precari, ma anche e soprattutto noi studenti, in quanto ci avrebbe compromesso lo svolgimento degli ultimi esami necessari in vista della laurea. Dopo vari consigli di facoltà finalmente i professori ci indicano la data e l’ora degli esami, nel mio caso la data è stata quella del 13 luglio alle ore 21 davanti alle scale della facoltà di Lettere dove si sarebbe fatto l’appello prima di iniziare. In me c’è un po’ di paura, pur essendo uno degli ultimi esami, ma allo stesso tempo curiosità e perché no, anche la soddisfazione di poter dire un giorno “ Lì c’ero anch’io!”. La mattina ho aperto un po’ i libri per dare un’ultima occhiata e prepararmi bene, ma tra il caldo della Roma d’estate e l’ansia del dover ricordare tutte quelle date della storia francese, mi sono scoraggiata cosicché ho deciso di andare a riposare. Le diciannove sono arrivate in fretta e cosi anche le venti e le ventuno. Sulle scale della facoltà ho trovato subito le mie colleghe, anche loro divise tra ansia e curiosità nel vedere tutti quei giornalisti e fotografi intorno; decidiamo di non ripassare più, ma di parlare d’altro per allentare la tensione. Fuori c’è una bella atmosfera e mentre il sole sta per tramontare, segnando la fine della giornata per alcuni, per altri ne sta segnando l’inizio. Anche la professoressa arriva, scambia due chiacchiere con noi e poi entra in facoltà dopo aver fatto l’appello e averci rassicurato con un sorriso. Ancora attonite per tutte quelle telecamere e fotografi, io e le mie colleghe siamo rimaste a goderci ancora per un po’quell’atmosfera, alla fine entriamo anche noi nell’atrio. I professori avevano disposto dei tavoli, con il loro relativo nome e quello della disciplina insegnata, occupando tutto il piano terra della facoltà, le luci si sono spente e allora capiamo che sta per iniziare l’esame. Al posto della luce artificiale candele belle e tutte diverse, vogliono indicare il degrado e il buio in cui la nostra università ormai si trova ad essere, a causa di tagli e riforme continue. Fortunatamente, almeno per il mio esame, non siamo in molti a sostenerlo, la mia ansia si è attutita quasi subito, le domande della professoressa sono state molto discorsive e io ho potuto parlare liberamente e spaziare nell’argomento. Anche l’esito è stato ottimo per mia contentezza, mi sono ritrovata fuori con le mie colleghe un po’ a chiacchierare, tutte e tre contente per la nostra riuscita ma allo stesso tempo tristi perché anche quella bella esperienza universitaria iniziata ormai cinque anni, sta volgendo al termine. Tra lacrime e sorrisi ci siamo salutate, promettendoci di non perderci di vista incamminandoci ognuna per la sua strada, portando dentro, credo per sempre, il ricordo, l’atmosfera e le immagini ancora vive della nostra ultima e indimenticabile sessione estiva di esami. Un ringraziamento particolare va anche ad Anna Rosa che è stata sempre un solido sostegno morale e un punto di riferimento della mia esperienza universitaria e collegiale.
Gemma Cataldi. Roma, luglio 2010
Monica Merola studentessa del secondo anno di Scienze Politiche alla Sapienza e ospite del Regina Mundi, ha vinto il concorso del MUN (Model United Nations) e ha vissuto splendide e arricchenti giornate a New York dal 28 marzo al 6 aprile 2010. Il Model United Nations è un meeting internazionale di studenti provenienti da ogni parte del mondo, che si riuniscono a New York e che hanno come impegno di studio la simulazione del meccanismo di funzionamento degli organi delle Nazioni Unite. Monica ha parlato di questa sua esperienza nell’articolo New York City, l’altra faccia dell’occidente nella rubrica I'm from Salerno del giornale SalernoinPrima.
http://www.salernoinprima.it/index.php?option=com_content&view=section&id=8&Itemid=40
La squadra Santa Lucia Sport Nuoto
La squadra Santa Lucia Sport Roma partecipa, ormai con il titolo di campione nazionale, a tutte le manifestazioni di nuoto agonistico per disabili. Farne parte significa a volte sacrificare del tempo a disposizione e spesso questo comporta anche uno scompenso sul piano di studio e di organizzazione della giornata, ma nonostante tutto non posso farne a meno… sia a livello fisio-terapeutico, perché una bella nuotata mi fa sentire rinata e mi evita le noiose e ripetitive sedute dal fisioterapista, ma soprattutto dal punto di vista emotivo. L’ambiente in cui pratichi sport è fondamentale e ti condiziona: ho conosciuto persone stupende, che di fronte alle vere difficoltà sanno sorridere e contagiarti con il loro entusiasmo, abbattendo barriere e molti pregiudizi, ho imparato a mettermi in gioco continuamente, scoprendo i miei limiti e le mie possibilità, ho semplicemente riscoperto me stessa… ho capito che la vera forza sta nel riuscire a trasformare anche le cose negative in esperienze formative da cui trarre insegnamento e nell’apprezzare e dare valore a ciò che a volte può sembrare scontato e banale. Nel percorso di ogni persona ci sono una moltitudine di opportunità… solo chi riesce a coglierle e a sfruttarle in modo positivo e spontaneo, senza lasciarsi abbattere dal primo ostacolo che incontra, può davvero aspirare ad essere felice e vivere appieno una Vita con la “V” maiuscola!
Sofia Zanin - II Lingue orientali La Sapienza
UN INVISIBILE FILO
E' assurdo pensare di farcela da soli! Il Regina Mundi mi ha insegnato a fare affidamento sulle altre, invece che su me stessa. Abbiamo bisogno di un solido sistema di valori cui essere coerenti, a cui aderire. Posso con certezza affermare che qui ho avuto la possibilità di riflettere su chi davvero io voglio essere. Ho scelto il modello cui aspirare. Ma non ragioniamo tutte allo stesso modo. Ed ecco che in questa residenza, tanto negli incontri ufficiali, quanto nei momenti di relax, sono stata piacevolmente coinvolta in tanti scambi d'opinione, utili alla formazione della donna che sono e che sarò. Potendo non me ne andrei facilmente. Sono consapevole che un'atmosfera simile difficilmente si trova, eppure so che, anche vivendo in un appartamento con mio fratello, un invisibile filo mi terrà ancora legata a questo luogo e alle splendide persone che ho trovato. Grazie ai sorrisi e ai silenzi, alle parole d'affetto...
Giulia Sciannaca La Sapienza- Lingue orientali
L’Aquila: tornerà a volare
E’ difficile sintetizzare in poche righe le sensazioni provate durante e dopo il terremoto che ha devastato la città dell’Aquila e che ha colpito duramente l’intera comunità abruzzese. Nel momento del terremoto del 6 aprile ho provato tanta paura, sbigottimento e impotenza grande di fronte a questo disastro naturale. Subito dopo il forte spavento, la fermezza e tenacia dei miei genitori e la riconferma della fede incrollabile nel Signore, manifestata nella preghiera che abbiamo fatto in comune, mi hanno aiutata a trovare le forze per reagire alla situazione del continuo pericolo incombente. Ci hanno aiutato a superare questo primo momento di difficoltà il coraggio e la grande fede in Dio.
Nella fase successiva al terremoto ho scoperto tanti sentimenti di solidarietà nei confronti della mia famiglia e di tutti i cittadini aquilani. Le numerose manifestazioni di solidarietà ricevute in più occasioni, hanno determinato, pur nella situazione di disagio e di difficoltà, dovute alla perdita della casa e degli affetti degli amici, la ripresa di un senso di fiducia e di fierezza di appartenere alla comunità aquilana.
Ho riscoperto anche il valore dell’amicizia, quella vera, sincera, di cui ho avuto diretta testimonianza anche qui nel collegio Regina Mundi dove ho ricevuto, al mio ritorno dopo il terremoto, un’accoglienza così calorosa che mi ha aiutato a recuperare la vitalità, la forza e il coraggio di proseguire gli studi universitari, così bruscamente interrotti per circa un mese dall’evento catastrofico.
Desidero ringraziare con tutto il cuore i miei genitori, la direttrice del Regina Mundi e tutte le amiche che mi hanno saputo infondere sentimenti di ottimismo e fiducia per un progressivo ritorno alla normalità.
Annalisa Fanti I anno di Scienze storico artistiche a La Sapienza
23 novembre 2008
"Io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare" Matteo, 25, 35.
Ecco alcune delle parole del Vangelo di domenica 23 novembre 2008, giornata che abbiamo voluto dedicare come volontarie presso la mensa della Caritas "Giovanni Paolo II" sul Colle Oppio a Roma.
Quale modo più concreto per farci portavoce della Parola di Dio! La mensa della Caritas non accoglie soltanto senza tetto o extracomunitari disagiati dai tempi lunghi della burocrazia, ma anche anziani con difficoltà a sostenersi con la sola pensione e donne e uomini di mezza età che fino a poco tempo or sono vivevano di un impiego fisso.
Si tratta di persone cui non manca solo il pasto quotidiano, ma soprattutto il calore di una famiglia e qualcuno che li ascolti.
A tal proposito diciamo che a noi è stata affidata la mansione sicuramente più bella: il contatto diretto con gli ospiti. Abbiamo avuto modo di osservare come si comportavano tra loro e come volevano relazionarsi con noi. Infatti mentre sistemavamo i tavoli in sala per farli accomodare, alcuni di loro ci chiedevano un po� di compagnia, altri non lo dicevano in modo esplicito, ma dal loro sguardo trapelava il bisogno di colmare la solitudine almeno per qualche minuto, altri invece preferivano starsene in disparte.
E' stata una esperienza non solo utile per gli ospiti stessi e per i responsabili della Caritas, ma soprattutto formativa per noi, che abbiamo potuto toccare con mano il destino triste di giovani che sono stati costretti a fuggire dai loro paesi a causa della guerra, quando poco tempo prima, erano normali studenti come noi.
Formativa perché ci ha fatto riflettere sul fatto che il pranzo della domenica in famiglia non è così scontato come sembra.
Formativa perché il vivere in una comunità universitaria come il Regina Mundi, ci ha consentito di mettere la nostra vita al servizio di persone meno fortunate di noi, come fa frequentemente il gruppo di giovani volontari con cui in questa occasione abbiamo collaborato, ragazzi che rinunziano ad una giornata di riposo e svago dopo una settimana di lavoro, per dare il proprio contributo a questa grande famiglia che è la Caritas.
Dalila Dell'Italia studentessa di Giurisprudenza La Sapienza
Irene Zacheo studentessa di Medicina La Sapienza
Lo studio atto di culto
In questo periodo mi sono tornate in mente alcune parole che Madre Tincani scriveva nel 1916 alle sue figlie spirituali:” Vedo che sei immersa nella fatica ma anche nel godimento dello studio. Così deve essere. E’ un dovere, ma è anche il soddisfacimento di un bisogno dell’anima nostra, della “umana fame”, come la chiama Dante. Accostati sempre allo studio con riverenza perché ogni verità nuova conosciuta, ci avvicina a Dio”. L’occasione mi si è presentata considerando il silenzio che regna qui nella nostra residenza in questo periodo di studio più intenso per preparare gli esami e le tesi e sfogliando due opuscoli avuti tra mano: il testo di Armando Matteo Onora la tua intelligenza, lettera a uno studente, con le sue otto parole esplicative: stupore ricerca conoscenza inquietudine passione mistero disciplina sapienza e l’opuscolo curato da Giancarlo Pani Studio e sapienza la passione per la verità e l’assoluto. In verità già all’inizio dell’anno accademico avevamo riflettuto sullo studio. La Prof. M.G.Bianco ci aveva aiutato a comprendere il rapporto tra studio e vita e a considerare le caratteristiche di uno studio vissuto in un orientamento di fede, cioè studio come “via” per crescere in umanità, in servizio e conoscenza di ogni verità e nella direzione verso la Verità, in comunicazione con gli altri. Mi piace qui riportare un pensiero di T.de Chardin e il commento di G.Pani, nella seconda pagina di copertina del testo sopra indicato. “Ciò che l’uomo cerca di più nel corso della sua vita, più del pane e di tutto il benessere materiale, è il sapere.L’essenza stessa della nostra vita non è tendere a star meglio, ma ad essere di più: e “per essere di più”occorre innanzitutto sapere di più”. (Teilhard de Chardin, Science et Christ, 1921) Quando si entra nella sala di lettura di una biblioteca, dove tutti sono immersi nel lavoro, si coglie una dimensione nuova, insolita, del silenzio: un’atmosfera di raccoglimento, di impegno, di concentrazione, che ha un carattere -si direbbe- quasi religioso. Lo studio serio, fatto non per curiosità o sfoggio di scienza, né tantomeno per guadagno o ricerca di onori, ha una relazione diretta con la vita interiore, ci proietta in una realtà che sembra avvicinarsi al trascendente, in una pienezza che confina con l’assoluto. Per una coscienza responsabile, studiare è soprattutto dialogare con l’argomento che è oggetto di studio: è reagire, prendere posizione, gustare la scoperta, assimilare il nuovo e gioirne, perché il sapere penetri nel proprio intimo, divenga parte di sé, operi una trasformazione interiore e spirituale. Ma lo studio non è fine a se stesso: è un privilegio e comporta un impegno. Richiede la povertà del cuore, l’umiltà disponibile al confronto e capace di accettare la critica, la generosità che sa porre a servizio di altri quello che si è conquistato con sudore e fatica. E la tensione verso la verità, nella diaconia del prossimo, “è il culto più vero che si possa rendere a Dio”. (Giancarlo Pani) AD
I giovedì culturali al Teatro Argentina
Da alcuni anni è attivo il coordinamento dei collegi universitari promosso dall’ufficio di Pastorale Universitaria del Vicariato di Roma diretto da Mons. Lorenzo Leuzzi. Alcune nostre compagne della residenza ne fanno parte; si riuniscono una volta al mese e programmano i giovedì culturali e altri eventi di pastorale, per gli universitari residenti nei collegi romani e per tutti gli universitari della città. Esiste una buona intesa e aperta collaborazione tra i membri facenti parte del coordinamento. L’ultimo incontro culturale è stato tenuto il 29 gennaio 2009. Abbiamo avuto l’onore di avere con noi Mons. Bruno Forte e il dott.Pierluigi Celli.
Il dialogo si è svolto su domande poste dai nostri colleghi: l’uomo di fronte al male e se può esserci speranza di uscirne. Mons Bruno Forte, o Don Bruno come desidera essere chiamato, ha esordito con la domanda: quale bellezza salverà il mondo? citando L’Idiota di F. Dostoevskij. Di fronte a mali quali la fame la guerra e ogni altra forma di egoismo, come può esistere una bellezza di vita? Occorre allora interrogarsi su Dio, se Lui sia spettatore del male o se se ne lasci coinvolgere. La risposta è che Dio, in Cristo Crocifisso, ha preso su di sé il male e la sofferenza del mondo, ha abitato la tragedia dell’uomo. Questa bellezza è terribile e misteriosa e il campo di battaglia è il cuore dell’uomo. Il male non è né premio né castigo, è la sfida dell’amore per fare una scelta.
Il dott. Celli, manager e dirigente di aziende importanti, ha sottolineato che a fare esperienza di mancanza di speranza sono soprattutto i giovani che non abbiamo attrezzati a navigare nei mari della vita con ancore solide di valori, non stiamo aprendo loro un futuro e la possibilità di raccontare una storia edificante in cui potersi rispecchiare; infatti perché si possa raccontare una storia, è necessario che sia riconosciuta l’identità a qualcuno, cioè che si attribuisca senso ed importanza alla persona. Stiamo oggi purtroppo inoltre scambiando i mezzi con il fine e sempre più abbarbicati al presente. Occorre attrezzare e incoraggiare i giovani a stare sui confini, perché sui confini si sviluppano le innovazioni, lingue e culture diverse e si viene messi alla prova. Ma i maestri ricchi di saggezza che sanno dare tempo alle nuove generazioni, dove sono? Ecco la sfida: recuperare la capacità di ascolto, la capacità di innovazione e quella, ancora più grande, dell’amore. Senza amore non c’è riconoscimento, quindi identità, quindi storia.
Al termine Mons. Forte ha suggerito un pensiero di E.Kant sul problema del male. Kant, da laico, ha compreso che esiste un principe avversario del bene, lo spirito maligno. Cosa del resto già sottolineata da Paolo nella Lettera ai Romani:” Non compio il bene che voglio, ma faccio il male che non voglio”(Rom.7) , può essere questo tema preludio di dialogo tra credenti e non credenti.
L’incontro si è chiuso con la lettura di un brano di Choelo, letto molto bene dalla nostra Giulia, e con l’ esibizione del Coro Interuniversiario di Roma.
Elisena Franzese IV medicina La Sapienza
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“Impariamo a studiare per la vita, impariamo la responsabilità individuale e sociale che noi abbiamo assunta abbracciando questa via dello studio, la quale responsabilità ci impone di acquistare una vera cultura ed impariamo le responsabilità sociali e individuali che questa acquistata cultura ci impone. "
Luigia Tincani
"La donna abbraccia con amore e con capacità tutta propria di donazione e di sacrificio i suoi doveri, quanto più sono carichi di responsabilità sugli altri.”
Luigia Tincani
"Si deve vedere, si deve sentire che vi volete bene, che siete amici; e non solo nei momenti di gravi difficoltà, ma sempre, nella vita e nelle occasioni di ogni giorno e di ogni ora"
Luigia Tincani
"L'uomo non vale per quello che sa, ma per quello che ama"
Luigia Tincani
Un anno nuovo ci è offerto come un tesoro veramente nostro: la ricchezza di tempo di cui ogni istante può essere una bella gemma.
L.Tincani
Il campo della scuola dove noi lavoriamo è nobilissimo fra tutti, ma è immenso; così immenso che ognuna di noi si sente come un granello di sabbia, sperduto in una spiaggia battuta dalle onde in tempesta. Ci pare che il piccolo seme da noi gettato vada a sperdersi nella vastità del campo in cui seminiamo. Chi lo farà germogliare? Dio solo può rendere fecondo il nostro operare. Te stessa tu puoi offrire come prezzo di ciò che vuoi ottenere da Dio.
Luigia Tincani
UMILTA' e DOVEROSITA' ecco la buona volontà che Dio vuole da noi per darci la sua pace.E anche se si deve spendere un po' di fatica per acquistare questa umiltà e doverosità, come sarà ben ricompensata dalla pace che fiorirà nel suo cuore.
Luigia Tincani
Buon Anno, con tutto quello che porta con sè di responsabilità e di doveri che prevediamo e con tutto quello di ignoto a noi che porterà con sè. Tutto sia vivo nella santa volontà di Dio e noi possiamo riposare serenamente, abbandonate nella dolce Provvidenza divina.
L.T. 1954
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05/09/2010 @ 1.53.40
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