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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
ANNA CAPPELLA ex studentessa di medicina del Regina Mundi
Quando si è presentata nel lontano 1947, proveniente da Sulmona, subito dopo la guerra che le aveva strappato la madre, una sorella e il fidanzato, le fu detto dalla direttrice Costanza Senni che non c’era più posto nel Collegio Universitario Femminile Regina Mundi di Roma, ma lei insistette: fatemi dormire almeno in un sottoscala, ma da qui non me ne posso andare. Le fu assegnata una camera al quarto piano. Trascorse un anno alquanto sereno frequentando Medicina a La Sapienza. L’accoglienza da parte delle compagne fu affettuosa, le furono molto vicine, in particolare la orientò nella vita del collegio la collega Giuseppina Cicchetti, anche lei proveniente dall’Abruzzo. L’assistente spirituale delle universitarie, Mons. Terzariol, in quel periodo fu per tutte un maestro di vita spirituale e di aiuto per un discernimento vocazionale. Anna ed altre giovani ospiti si rivolsero a lui per avere chiarimenti sulla vita professionale e sulla vocazione missionaria che si stava delineando in loro. Dopo un anno di corso e di vita al Regina Mundi Anna partì per Gubbio dove le Missionarie della scuola della Madre Tincani avevano la casa madre e la casa di formazione. Ritornò al Regina Mundi da giovane religiosa e completò i suoi studi laureandosi in medicina con una tesi in ostetricia e ginecologia nel novembre 1952. Continuò gli studi alla Sapienza anche per la specializzazione. Il desiderio di Anna erano le missioni, ma per il momento questa aspirazione non poteva attuarsi. Con il Vescovo indiano di Kottayam, Monsignor Tharayil, e la consorella indiana Massimina Lewis nel 1954 si recò negli Stati Uniti, che considerò quasi la sua seconda patria, di cui era orgogliosa anche di avere la cittadinanza, per lavorare in ostetricia e ginecologia presso il St. Francis Hospital ad Hartford - Connecticut – In quell'ospedale le fu subito affidato molto lavoro che le permise di attuare una reale specializzazione. Visse quel periodo tra il lavoro lo studio la preghiera e lontana dalle consorelle fisicamente ma unita a loro nella fraternità profonda. I primi tempi furono molto duri per la difficoltà della lingua del settore medico, per l'orario di lavoro che la impegnava anche di notte. Si dedicava con particolare comprensione alle pazienti italiane che non conoscevano la lingua. La cappella dell'ospedale e la ‘cella interiore’ della sua anima, erano il suo più grande conforto insieme alle lettere che la Madre Tincani e le altre sorelle non le facevano mancare. Il Signore la compensava mostrandosi prodigo di aiuti e di grazie in quel lavoro missionario, pieno di responsabilità non lievi, dove conobbe anche i disagi della concorrenza nel lavoro, l'amarezza dei pregiudizi verso di lei, straniera e donna professionista. Lavorò in seguito a Boston, presso il St. Elizabeth Hospital. Al termine del corso di specializzazione discusse brillantemente alla Sapienza la tesi col Prof. Cattaneo. Dopo un periodo di pratica in ospedali di Roma, ripartì per l'America dove il 1° gennaio 1960 incominciò l'anno di internato al Mary Immaculate Hospital - Jamaica 32- New York. Fece il Post graduate Course al New York Poly Clinic - NY. e un corso di sei mesi di Ginecologia al Bellewue Hospital di New York. Dal 63 al 71 si divise tra l’America e l’Italia dove ebbe anche l’incarico di assistente presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Nell'agosto 1971 rientrò definitivamente in Italia e fu molto vicina alla sua Madre Fondatrice sofferente per un cancro che Anna curò con intelligenza e amore filiale. Realizzò la sua aspirazione di partire per il Pakistan e lavorò nel St. Dominic's Hospital di Bahawalpur. La conoscenza dei coniugi Billings avvenne nel 1974 durante la partecipazione ad un convegno a Sidney sulla regolazione delle nascite secondo il metodo naturale promosso dai coniugi Billings di cui divenne subito diretta collaboratrice. Fece conoscere tale metodo in Pakistan e poi in Italia. Nel 1978 conobbe, per espresso desiderio del Santo Padre, la dottoressa Wanda Poltawska con la quale lavorò assiduamente. Incoraggiata dal S. Padre Giovanni Paolo II che la trattava come sua figlia e la ringraziava per la luce che gli dava, e sostenuta dai Coniugi Billings fu prima Direttrice del Consultorio Familiare presso la Facoltà di medicina del Policlinico Gemelli, poi, dal luglio 1980, Direttrice del Centro Studi e Ricerche sulla Regolazione Naturale della Fertilità all'Università Cattolica del S. Cuore, dove lavorò per la promozione della vita e della famiglia in tutto il mondo. Ebbe dall'ottobre 1983 l'insegnamento presso l'Istituto per la Famiglia Giovanni Paolo II°. Preparò congressi internazionali e fece molti viaggi in tutto il mondo per far conoscere il metodo Billings. Nel marzo 1991 il Santo Padre Giovanni Paolo II nominò Anna Cappella Membro del Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari. La dottoressa Lyn Billings, nell'intervista rilasciata al giornalista Angelo Montonati nel 1998, chiamava Anna Cappella una collaboratrice davvero meravigliosa e diceva fra l'altro: "Fin dal nostro primo incontro – in Pakistan – la vedemmo particolarmente interessata alla filosofia della pianificazione naturale delle nascite: in effetti, si era subito resa conto che si trattava soprattutto di un messaggio di attenzione e di amore per le famiglie. Anna ha svolto in questi anni uno straordinario lavoro, insegnando il metodo ai missionari e alle missionarie che passavano da Roma e organizzando conferenze e convegni per l'Africa, l'Europa, e insegnando in varie parti del mondo. Inoltre ha dato vita a concreti programmi d'insegnamento in tutta Italia, riunendo intorno a sé un gruppo validissimo di donne motivate e altamente qualificate per quanto riguarda la filosofia del metodo e fedeli all'insegnamento della Chiesa". Ricordo con particolare emozione l’incontro di Anna con Madre Teresa di Calcutta, che l’aveva chiamata perché insegnasse alle sue figlie il metodo. Il 25 novembre 2005, nell'aula Vito del Policlinico Agostino Gemelli, è stata consegnata ad Anna Cappella da Mons. Elio Sgreccia, già ordinario di Bioetica all'Università Cattolica e Presidente della Pontificia Accademia per la vita, una targa, premio alla carriera, con la seguente motivazione: "Per l'incalcolabile contributo alla diffusione del Metodo Billings in Italia e nel mondo, promuovendo sempre, instancabilmente, i valori comuni a cui si ispirano le diverse metodiche naturali". Ammalatasi, trascorse gli ultimi anni della sua vita in mezzo a noi sorelle sempre col suo dolce sorriso, prima a Villa Ave Maria e poi a Firenze dove il Signore amante della vita l’ha portata con Lui il 20 aprile 2009.
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“Impariamo a studiare per la vita, impariamo la responsabilità individuale e sociale che noi abbiamo assunta abbracciando questa via dello studio, la quale responsabilità ci impone di acquistare una vera cultura ed impariamo le responsabilità sociali e individuali che questa acquistata cultura ci impone. "
Luigia Tincani
"La donna abbraccia con amore e con capacità tutta propria di donazione e di sacrificio i suoi doveri, quanto più sono carichi di responsabilità sugli altri.”
Luigia Tincani
"Si deve vedere, si deve sentire che vi volete bene, che siete amici; e non solo nei momenti di gravi difficoltà, ma sempre, nella vita e nelle occasioni di ogni giorno e di ogni ora"
Luigia Tincani
"L'uomo non vale per quello che sa, ma per quello che ama"
Luigia Tincani
Un anno nuovo ci è offerto come un tesoro veramente nostro: la ricchezza di tempo di cui ogni istante può essere una bella gemma.
L.Tincani
Il campo della scuola dove noi lavoriamo è nobilissimo fra tutti, ma è immenso; così immenso che ognuna di noi si sente come un granello di sabbia, sperduto in una spiaggia battuta dalle onde in tempesta. Ci pare che il piccolo seme da noi gettato vada a sperdersi nella vastità del campo in cui seminiamo. Chi lo farà germogliare? Dio solo può rendere fecondo il nostro operare. Te stessa tu puoi offrire come prezzo di ciò che vuoi ottenere da Dio.
Luigia Tincani
UMILTA' e DOVEROSITA' ecco la buona volontà che Dio vuole da noi per darci la sua pace.E anche se si deve spendere un po' di fatica per acquistare questa umiltà e doverosità, come sarà ben ricompensata dalla pace che fiorirà nel suo cuore.
Luigia Tincani
Buon Anno, con tutto quello che porta con sè di responsabilità e di doveri che prevediamo e con tutto quello di ignoto a noi che porterà con sè. Tutto sia vivo nella santa volontà di Dio e noi possiamo riposare serenamente, abbandonate nella dolce Provvidenza divina.
L.T. 1954
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