|
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Moena fonte di creazione
Moena e le Dolomiti ci hanno mostrato che in montagna è importante la perseveranza e l’impegno: lo abbiamo appreso dalle escursioni fra i monti alla osservazione della vita quotidiana dell’ albergatore locale.
La bellezza dolomitica ha aiutato ognuno di noi a sviluppare la sensibilità abitualmente sopita in noi, la capacità di fare silenzio, lo stupore di fronte alla maestosità delle vette e dei fiori sui prati e di conseguenza anche le riflessioni in questo contesto, sono diventate più chiare.
Tutto ciò è avvenuto grazie non solo a questi splendidi luoghi, ma grazie anche ai momenti di riflessione individuale che abbiamo praticato nel cosiddetto “deserto” ed anche nei momenti di condivisione collettiva, attorno ad un tavolo o camminando per sentieri.
Nei momenti insieme abbiamo avuto l’opportunità di leggere la Spe Salvi di Benedetto XVI ; via via ci siamo soffermati su molti punti ove ognuno ha personalmente espresso considerazioni o chiesto suggerimenti interpretativi, uno dei punti in cui ci siamo soffermati molto è stato ad esempio l’importanza dell’agire. (Spe Salvi, 66-70)
Le terre di confine dolomitiche sono importanti luoghi della memoria, in particolare della guerra del 15-18, forse troppo poco raccontati, che ci ricordano che grazie all’azione patriottica di giovani valorosi, è stata conquistata per noi la libertà, l’uguaglianza e la serenità del Paese in cui viviamo.
Noi giovani italiani di oggi, pur non avendo ormai nemici armati alle porte, dobbiamo però combattere le insidie di una vita cittadina sempre più complicata.
Dalle nostre conversazioni è emerso che un’ottima soluzione per il cuore e la mente, è quella di non “soccombere” e di restare uniti e non inerti nella propria solitudine.
Unirsi andando oltre le peculiarità di tutti noi: ecco la nostra sfida.
L’eterogeneità del nostro gruppo estivo, ha messo alla prova ognuno di noi, ma con il buon risultato di farci avvicinare l’un l’altro e conoscersi meglio.
Tutto questo e molto altro, difficile da esprimere a parole, è stato per me il soggiorno a Moena: un’esperienza da ricordare, ma anche da ripetere coinvolgendo altri giovani in cerca di risposte e di solidarietà.
La magia delle Dolomiti
Chiudo gli occhi e ascolto l’eco di luoghi incantati, le montagne che tagliano il cielo, il verde di prati dai mille fiori e colori: le immagini di Moena evocano dolci pensieri, armonia di spazi e di luce.
La magia delle Dolomiti: molti me ne hanno parlato. La sguardo si sofferma, il pensiero corre: sembra un quadro affrescato, mi perdo in paesaggi incontaminati, interminabili spazi verdi. Mi sono innamorata dal primo giorno.
Questo è un racconto di emozioni, non una cronistoria di eventi, una guida turistica con luoghi da visitare. E ora i ricordi affiorano liberi nella mia mente…
Partiamo in pochi. Dopo il lunghissimo viaggio in treno, ci avviamo tutti all'albergo: ristrutturato di recente, conserva il fascino antico di una baita montana. La nostra camera ha il balconcino: si può vedere la piccola chiesetta di Someda, pochi passi da Moena, proprio nella nostra stanza! Ci sono i fiori freschi sul davanzale, tratto che poi scoprirò saliente e caratteristico, dei luoghi.
Zaino in spalla e si parte per la prima escursione: gambe dolenti e faticose salite. È solo un assaggio, ma il primo giorno miete vittime. Noi siamo però gente dura...
La mente mi porta sulla distesa di Ciampedie, Campo di Dio (mai nome fu più appropriato!) ai piedi della catena del Catinaccio. In questo meraviglioso prato di colori, siamo in terra a pensare alle meraviglie del creato, alla durezza di una ripida salita, alla beltà di arrivare in cima, una sfida con se stessi e con la natura.
Il ricordo poi mi porta a Fuciade, una città perduta, chissà, o forse quello che di essenziale c’è al mondo? Una chiesetta, un rivo di acqua e un sentiero, un luogo per ristorarsi da una pioggia che non ci abbandonerà tutta la settimana…in circolo, siamo seduti ad un tavolo, mangiando strudel di mele…
Ora invece i miei ricordi sono al lago di Carezza, un blu di acque che non saprei definire. Immobile il pelo dell’acqua , il cielo è diventato grigio, davanti a noi incombe il Latemar. Questa catena mi ispira forza e incute timore, si erge orgoglioso e imponente, mi sembra circondi e protegga il lago. Ha precisi e netti tagli, che ne impediscono qualsiasi arrampicata…Una grandinata fortissima ci coglie impreparati: la montagna impariamo riserva sempre sorprese…
Torniamo in albergo bagnati e felici: lo spettacolare Latemar vale più di un po’ di acqua nelle scarpe!Ce la caviamo bene: siamo tutti neofiti della montagna, ma ce la stiamo cavando e stiamo imparando a conoscerci…Visitiamo Bolzano, Bressanone, l’abbazia di Novacella: ogni gita ha il suo lato culturale….
Prendo coscienza di una Italia diversa, di modi e culture all’avanguardia, dell’ospitalità del Nord.
Prendo coscienza che la vacanza ci avrebbe fatto scoprire una magia, quella delle Dolomiti e ci avrebbe uniti ancor di più in amicizia con altri.
Ho conosciuto, infatti, magnifiche persone e ha avuto la possibilità di approfondire piacevolmente la conoscenza di altre.
Ma ho capito soprattutto che la montagna si ama d’estate e d’inverno, che rappresenta la sfida con se stessi e con la natura. Ho capito che la montagna ti ricongiunge al Signore, perché ti immerge nel Suo creato, ti lascia senza fiato, ti induce a riflettere.
Andate sulle Dolomiti: io non posso raccontarvi di più di quello che i vostri occhi vedranno e che i vostri cuori custodiranno.
|