La scoperta del nome segreto
La scoperta del nome segreto
Il giorno 21 ottobre 2009 abbiamo avuto in residenza un incontro con il prof. Mario Pollo, Professore associato di Pedagogia Generale e Sociale alla Facoltà di Scienze della Formazione della Lumsa di Roma, il quale si è intrattenuto con noi sul tema: Essere giovani nella post modernità, la scoperta del nome segreto. All’incontro hanno partecipato anche alcuni universitari del collegio maschile Pio X con P. Giorgio Marino che ci ha inviato queste note, che offriamo per una ulteriore riflessione personale sulle tematiche suggerite dal prof. Pollo.
Riscoperta della “VOCAZIONE ” e dell’ ” INCONTRO CON L’ALTRO” Oggi si parla di Modernità …”seconda”- “liquida”- “ in polvere” …” tempo di crisi epocale” Si è chiamati ad affrontare le sfide nuove: 1° = trasformazione delle categorie “spazio” e “ tempo” -superamento del tempo storico - lineare della narrazione tradizionale (fenomeno “blow”) -Concezione dello spazio come velocità, contemporaneità di più avvenimenti (ciò che segue è connesso allo stadio precedente ) 2° = perdita dell’ identità personale come unicità irrepetibile …formazione di “identità multiple”- “ frammentate ” – “identità funzionale alla situazione “ Si è chiamati a riscoprire: * LAVITA come VOCAZIONE come attenzione alla vocazione profonda, autentica e personale attraverso la risposta responsabile ai vari segni-eventi della storia personale ( riscoperta del nome- segreto come nella tradizione ebraica …) per rielaborare linee di progettualità responsabile anche se in situazione di minoranza culturale e sociale.. * ad INCONTRARE IN MODO AUTENTICO E PROFONDO “L’ALTRO” nella reciprocità dei rapporti superando il rischio della…” alterità virtuale “, “ scambi virtuali e convenzionali” * a superare i surrogati dell’identità personale come “ immagine “ e a definire in una società “policentrica rispetto ai valori “ (= relativismo etico ) un QUADRO DI RIFERIMENTO PERSONALE DI VALORI anche alternativi alla cultura dominante, riducendo la complessità culturale e gerarchizzandoli mediante scelte coerenti in uno stile di vita, orientato alla socialità-solidarietà.
All’incontro è seguito un dibattito interessante sull’assunzione della complessità come ricchezza e sulla determinazione di non accettare la visione deterministica, pensando che non esista uno spazio di libertà per il cambiamento. I grandi cambiamenti della storia sono avvenuti da parte di chi e da ciò che era ritenuto atteggiamento od evento marginale rispetto al modo di pensare della maggioranza; sono i gesti del vivere quotidiano che a lungo termine determinano i cambiamenti di rotta. Ecco per esempio un possibile cambiamento: l’assunzione dell’alterità come incontro verso l’altro, l’assumere il noi prima dell’io, ecco la speranza che sostiene il nostro impegno di uomini e donne, di cristiani in questa era di sfide e di risorse. La redazione
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