Le sue parole sono una bussola
Gli studenti: le sue parole sono una bussola
Tra i giovani che hanno pregato con Ratzinger Elisena: ci fa sentire guidati e accompagnati, Daniele: questi incontri aiutano la nostra fede, Angelica: il bene si impara dai gesti concreti
« U na bussola per il per¬corso che siamo chia¬mati a vivere con di¬scernimento ». Elisena Franzese, 24 anni e studentessa di medicina all’U¬niversità La Sapienza, definisce così le parole di Benedetto XVI. Con la pas¬sionalità partenopea che la contrad¬distingue, era tra le centinaia di gio¬vani che ieri hanno voluto comincia¬re con il Papa la novena di Natale, pre¬gando con lui nella Basilica vaticana. «Il Santo Padre ci fa sentire guidati e accompagnati: siamo sollecitati dal¬la sua figura e dalle parole che ci ri¬volge », aggiunge Elisena, originaria della provincia di Napoli, che sogna la specializzazione in oncologia e vi¬ve nella capitale da oltre quattro an- ni, inserita in una parrocchia come e¬ducatrice dell’Azione cattolica ragaz¬zi. «Fino allo scorso anno sono stata al¬lieva del Collegio Regina Mundi, gra¬zie al quale sono entrata in contatto con il mondo della pastorale univer¬sitaria: un’opportunità per ricevere quelle risposte che ci servono a o¬rientare meglio le nostre scelte in un cammino di vita e di studio, a volte insidioso e problematico». Difficoltà che costellano la giornata dei fuori¬sede, alle prese con i problemi del¬l’alloggio e dell’inserimento in un nuovo contesto sociale, a volte di¬spersivo in una metropoli come quel¬la romana. Si è trovato spaesato, all’i¬nizio della sua permanenza a Roma, anche il ventiquattrenne Daniele Co¬racci: da Palermo si è ritrovato nel¬l’autunno del 2004 all’Università Cat¬tolica del Sacro Cuore; ora è al sesto anno ed è interno a neurologia. «Ora vivo con altri sei studenti in uno dei miniappartamenti messi a disposi¬zione per noi nel campus dell’ate¬neo », riferisce. Grazie alla pastorale universitaria, due anni fa Daniele è diventato mem¬bro della Consulta dei collegi cattoli¬ci universitari romani: «Organizzia¬mo eventi culturali, ad esempio al Teatro Argentina, che coinvolgono i singoli collegi oppure aperti a tutti gli studenti, collaborando con il Vicaria¬to di Roma». Stretta la collaborazione con gli assistenti spirituali dell’ateneo e con gli altri giovani che compiono lo stesso itinerario formativo: «Ci ap¬poggiamo alla fede e gli incontri con il Papa ci aiutano a viverla in manie¬ra più profonda – confida Daniele –. Le sue parole rappresentano per noi insegnamenti da seguire per poter fi¬nalizzare la nostra esistenza alla pie¬na umanità e all’aiuto degli altri». E il servizio ai più deboli è stato un e¬lemento importante nel cammino di Angelica Tiozzo, al terzo anno dell’U¬niversità di Roma Foro Italico, emo¬zionata e «onorata» nel salutare il Pontefice a nome di tutti gli studenti presenti in San Pietro. Studio la mat¬tina, lavoro in palestra il pomeriggio, la ventiquattrenne di Ladispoli – sul litorale romano – ha scoperto la bel¬lezza del Vangelo dai suoi genitori, en¬trambi cooperatori salesiani, ma an¬che «andando alla mensa Caritas quando ero ancora piccola e aiutan¬do mia nonna a cucinare, la domeni¬ca sera, per un centro anziani: penso che ai bambini si possa insegnare a fa¬re del bene partendo proprio da gesti concreti». da Avvenire 18 dicembre 2009 di LAURA BADARACCHI
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